Trattamenti galvanici su acciaio inox

Trattamenti galvanici su acciaio inox  

Trattamenti galvanici su tutti i metalli

Trattamenti galvanici su tutti i metalli  

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Trattamenti galvanici - cromatura su alluminio  

Trattamenti galvanici - doratura su metalli

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Pulitura Metalli

lavorazioni complementari Galvanica Consonni: pulitura metalli. Verniciatura, Serigrafia, Smerigliatura, Molatura, Spazzolatura, lucidatura

Verniciatura

Effettuiamo lavorazioni di verniciatura a liquido con pretrattamenti di cromatazione, fluorzirconatura o conversione superficiali con sali di titanio.

Maggiori dettagli alla pagina verniciatura metalli

Serigrafia

lavorazioni complementari Galvanica Consonni pulitura metalli: SerigrafiaLa serigrafia o stampa serigrafica è una tecnica di stampa artistica di immagini e grafiche su qualsiasi supporto o superficie mediante l’uso di un tessuto (tessuto di stampa), facendo depositare dell’inchiostro su un supporto attraverso le aree libere del tessuto. Il termine “serigrafia” deriva dal latino “seri” (seta) e dal greco “grafein” (scrivere o disegnare), dato che i primi tessuti che fungevano da stencil erano di seta. Una volta disegnato o trasferito lo stencil sul telaio (mediante varie tecniche), questo viene posto sul supporto scelto, l’inchiostro viene poi posizionato sulla parte alta del telaio e con una spatola di gomma viene spalmato sull’intero telaio, comprese ovviamente le aree aperte al substrato. L’inchiostro passa attraverso gli spazi aperti e si deposita sul supporto (carta, tela, stoffa ad esempio). Il telaio viene quindi rimosso e il supporto viene fatto asciugare. Il telaio può essere riusato dopo essere stato pulito.

Pulitura meccanica

Lo stato levigato, pulito e lucido di una superficie metallica ha molta importanza per le applicazioni decorative. Poiché, il deposito gal­vanico è sempre l’immagine fedele del suo supporto, va da sè che questo, per rivestirsi uniformemente, deve essere il più possibile omogeneo. Sarebbe errato il pensare, di eliminare certi sfregi su di una superficie metallica con la semplice elettrodeposizione; allo stesso modo che potrebbe acca­dere apponendo su detta superficie un rivestimento a fuoco. Anche per discreti spessori galvanici la riproduzione dello stato geometrico del metallo-base av­viene sempre in tutti i suoi particolari.

Di qui è comprensibile il delicato compito della pulitura al fine di otte­nere superfici metalliche omogenee, non porose, lucide o semi-lucide. Solo con superfici di tal fatta è possibile realizzare ottimi rivestimenti elettrolitici specie per quanto riguarda protezione alla corrosione e aspetto esteriore.

La condotta della pulitura, che si effettua applicando il pezzo contro un abrasivo in movimento, dipende naturalmente dallo stato iniziale delle su­perfici metalliche da rivestire. In linea di massima, per passare da un mate­riale grezzo (con asperità), non classificabile fra la minuteria, a un materiale perfettamente pulito (a specchio), le operazioni meccaniche necessarie possono così suddividersi:

  • Molatura.
  • Smerigliatura.
  • Spazzolatura e lucidatura

Molatura

Viene effettuata con dischi rigidi costituiti da agglomerati naturali od artificiali di abrasivo. Si hanno « mole» propriamente dette, op­pure dischi di legno rivestiti di cuoio, o dischi di feltro duro, portanti, incol­lato, smeriglio a grana grossa (grana SO, 70, 60, 50 secondo la scala americana). Con tale operazione si asportano le asperità più irregolari e macroscopiche do­vute alle fusioni o ai trattamenti meccanici precedenti (sbavature, noduli, escrescenze, ecc.).

Smerigliatura

Viene eseguita per gradi a mezzo di abrasivi con grana sempre più fine; quando si adopera l’abrasivo a grana maggiore, può denomi­narsi sgrossatura. Si usano vari tipi di smerigliatrici. Il tipo di smerigliatrice più comune è quello a disco, bordato di abrasivo, sul quale il pezzo da smerigliare viene premuto a partire dal basso. La dimensione e la durezza del disco (feltro) vengono scelte a seconda del me­tallo-base e della forma dell’oggetto da pulire. I vari passaggi di smerigliatura vengono condotti con l’abrasivo (smeriglio) incollato al feltro a mezzo di colla secca del tipo da falegname.

Spazzolatura e lucidatura

Si realizza con spazzole di vario tipo applicate alle pulitrici, oppure usate a mano. Possono essere a fili vegetali o a fili metal­lici (ottone, acciaio inossidabile, nichel, ecc.).

Dopo la smerigliatura, per la preparazione del materiale ferroso alla ni­chelatura lucida, o per agevolare la ravvivatura di metalli depositati opachi, è assai vantaggioso procedere alla spazzolatura con ruote a fili vegetali imbe­vuti di smeriglio a grana fine ed olio minerale, od oleina. Le spazzole a fili vegetali più usate sono quelle a tampico (fig. 179), erba coltivata nel Messico. Scopo del trattamento con tampico è di uniformare le striature lasciate dai precedenti smerigli. orientandole verso un senso unico. L’uniformità che ne deriva facilita i trattamenti successivi di lucidaturlt. Esistono spazzole di tam­pico ad anello (fig. 179 a) e a spirale continua (fig. 179 b) dette a strip; quest’ul­time presentano una superficie spazzolante compatta ed uniforme .

Effetti vari di satinatura e di opacizzazione si possono realizzare spazzolando le superfici in determinate direzioni con ruote a fili metallici lubrificate varia­mente, con o senza abrasivi. Dalla grossezza dei fili dipende la riuscita di un dato aspetto superficiale.

Uso dei nastri abrasivi
L’uso dei vari nastri abrasivi, o nastri, si va sempre più estendendo soprattutto perchè il loro potere di taglio r2 e freddo aumenta la produttività. Il  nastro scorre nell’apposita pulitrice tra una ruota tendinastro e una ruota di contatto nella quale si preme l’oggetto da smerigliare o da lucidare; questo fa si che risulti importante la ruota di contatto, che può essere dura, molto dura, soffice, molto soffice, ultra soffice a seconda dell’azione che si desidera praticare nella superficie dell’oggetto. Si hanno, pertanto, ruote di contatto in allumiminio o in ghisa, a lamelle di cotone, in gomma con scanalature elicoidali, dischi di cotone compressi, in gomma spugnosa, ecc. Tra queste ruote scorre il nastro abrasivo a sua volta con supporto (carta, tela, fibra, ecc.) e adesivi (a base di resine sintetiche o di colle animali) scelti a seconda degli scopi perseguire. Oltre a ciò si applicano oli particolari a base di clorati, zolfo e sostanze grasse sciolte in olio minerale; essi formano un film lubrificante che resiste alle più elevate pressioni sul punto di lavoro ed agli effetti dell’alta temperatura di attrito. Quando è richiesto un alto grado di finitura, si posso usare taluni grassi adatti a ridurre la penetrazione della grana abrasiva; essi si liquefanno nel punto di lavoro ed aumentano la durata del nastro.

Rotofinitura
Questo processo, come pure quello di vibrofinitura, ò particolarmente indicato per grandi quantità di piccoli articoli di serie. Si adoperano buratti, chiamati anche tamburi o barili in ferro o in ac­ciaio riempiti di solito per tre quarti di volume degli oggetti da pulire assieme ad abrasivo (sabbia, quarzo, silice, pomice, polvere rossa, smeriglio, ecc.) unitamente ad acqua o a sostanze lubrificanti; spesso si aggiunge all’acqua del carbonato o dell’idrato di sodio. Si opera anche “a secco’ con segatura, oppure ritagli di cuoio e spuntiglio. La durata della pulitura a mezzo di tali dispositivi rotanti può salire a molte ore e anche ad alcuni giorni, a seconda dello stato del materiale.

La più usata è la rotofinitura a umido (acqua), con la quale è possibile ottenere vari tipi di finiture (lucide, semilucide, satinate, ecc.). Si impiegano apparecchi fondamentalmente costituiti da un motore elettrico e da un sistema di trasmissione del movimento rotatorio al contenitore, che di solito è di forma ottagonale. La larghezza del prisma ottagonale può aggirarsi da 30 a 150 cm.

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