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Brunitura

Si possono ottenere patine blu scaldando prudentemente gli oggetti, agitandoli, in un recipiente in ferro contenete un mordente acquoso costituito da 5 g/l di ferricianuro di potassio (prussiato rosso), oppure 5 g/l di cloruro ferrico. Il trattamento va proseguito fino a persistenza del colore sulla superficie dei pezzi.

Colorazione bruna si può produrre con una pasta lasciata due volte successivamente (p. es. canne di fucili) e composta di un miscuglio in parti uguali di olio di oliva (o di lino) e di tricloruro di antimonio (burro di antimonio).

Una buona brunitura si può ottenere con un bagno di 50 g/l di solfantimoniato di sodio (sale di Schlippe) e 40 g/l di carbonato sodico anidro; si elettrolizza per alcuni minuti alla temperatura ordinaria con 2.4-4 V e 0.35 A dmq, usando anodi di carbone.
Questo bagno serve pure su rame e su ottone.

Un’ottima e nel contempo economica brunitura del ferro (finitura ematite) e dell’acciaio si realizza immergendo i pezzi, debitamente puliti e sgrassati, in un bagno composto di 27 parti di nitrito sodico, 33 parti di soda caustica e 40 parti di acqua: si lasciano immersi i pezzi a 120-130°C per mezz’ora o anche per un’ora; è pure vantaggioso spazzolare di tanto in tanto le superfici in via di brunimento.